Casinò online: guida al gioco d’azzardo in Europa

Il mondo del gioco d’azzardo a distanza è in continua evoluzione, e sui casino online l’Italia guida ciò che accade in Europa. Grazie alla legislazione avanzata l’Italia è un esempio per gli stati europei. Il gioco d’azzardo a distanza in Italia è legale da diversi anni, e la regolamentazione segue le raccomandazioni Europee. Ma non tutte le legislazioni per casino nei paesi europei sono allo stesso punto. Cerchiamo di comprendere la situazione dei casinò online in questa guida al gioco d’azzardo nell’Unione Europea.

Casinò online, guida ai nuovi provvedimenti Europei

In Europa esiste una frammentazione rispetto alle leggi che regolano il gioco d’azzardo, e ogni stato ha adottato specifiche leggi per il suo controllo e limitazioni. Vediamo qui alcuni esempi di come gli stati europei si stanno organizzando per regolamentare il settore

Il gioco online in Germania

germania bandieraMentre l’Italia vive il primo anno con il divieto totale di pubblicità sul gioco a distanza, la Germania, su questo versante è in una posizione molto diversa. Qui i Land hanno appena ratificato una revisione del trattato federale sul gioco risalente al 2012. La situazione tedesca è molto diversa da quella italiana. Il nuovo trattato ha eliminato il tetto sulle licenze che possono essere concesse nel settore del gioco. Fino a ora, massimo 20 operatori potevano ottenerle. Inoltre, secondo il nuovo trattato gli operatori potranno proporre soltanto scommesse sportive. Saranno però vietate le scommesse live e tutti i giochi da casinò. In terra tedesca, anche i giocatori hanno più limiti rispetto a quelli italiani. Vi è un limite di spesa massima per chi ama giocare a distanza: non si possono spendere più di 1.000 € mensili. Tornando agli operatori, il mercato aprirà alle nuove licenze a partire dal 2020, queste verranno riviste dopo un anno. Molti si oppongono a questi provvedimenti, che a loro parere potranno soltanto incentivare il mercato del gioco illegale.

Situazione del gioco online di Irlanda

bandiera irlandaTornando ai casinò online stranieri, la nostra guida prosegue con ciò che accade in Irlanda. Anche nell’isola il governo è al lavoro sulla nuova regolamentazione del gioco. Questa riguarderà sia il gioco che viene praticato fisicamente, sia il gioco a distanza sui siti di casino online. Le norme in vigore attualmente infatti sono vecchie di almeno cinquant’anni. Sono dunque obsolete rispetto alle evoluzioni tecnologiche. Attualmente in Irlanda non vi è un unico soggetto che funge da regolatore del settore del gioco, per cui i primi cambiamenti dovrebbero partire da qui. L’obiettivo principale, è quello di creare un ente regolatore che possa assegnare le licenze agli operatori del settore. Probabilmente la gestione nostrana dei casinò online farà da guida ed esempio, per gli scenari possibili.

Svezia e casino online

svezia bandieraL’Italia, sui casino online fa da guida a molti paesi, tra cui la Svezia. Anche qui è stato creato un registro delle auto esclusioni dal gioco. Proprio questo è entrato nell’occhio del ciclone negli ultimi giorni. Alcuni operatori di gioco, controllati dal governo, infatti sono stati sanzionati per non aver osservato le regole sull’autoesclusione. Questo ha fatto sì che giocatori che avevano chiesto di essere esclusi dal gioco, hanno avuto invece la possibilità di giocare sui siti online.

Le raccomandazioni europee sui casinò online: la guida per agire

Il tema del gioco è sempre al centro dell’attenzione, anche presso le istituzioni europee. Qui l’europarlamentare Cătălin Sorin Ivan ha interrogato la Commissione, proprio sul gioco d’azzardo online. L’interrogazione si è focalizzata sul tema della sicurezza e della protezione dei giocatori negli Stati membri. Sin dal 2014, la Commissione Europea che sui casinò online guida verso obiettivi comuni, ha pubblicato delle raccomandazioni, tuttavia non ci sono leggi specifiche. Ad oggi, in base a uno studio dell’Università di Londra, soltanto uno degli Stati membri, ha seguito completamente queste raccomandazioni. E solo 14 hanno implementato i registri per le auto-esclusioni.

Pur non avendo atteso a tutte le raccomandazioni, come abbiamo già più volte sottolineato, l’Italia è ad uno stadio abbastanza avanzato. Anche in Italia vi è ancora da fare. E si attende che tutti gli altri paesi membri dell’UE facciano lo stesso.